Ci sono fenomeni che non si vedono non perché siano piccoli, ma perché nessuno li misura, restano come linee interrotte in un grafico, insieme a tratteggi che non arrivano mai a comporre un disegno compiuto.

La violenza di genere, in Italia, vive anche in questo spazio bianco, all’interno di un luogo in cui i numeri mancano e dove l’assenza diventa essa stessa una forma di oscurità.

Da oltre dieci anni Generazione Ypsilon coltiva una convinzione semplice e rigorosa: i dati pubblici non sono un accessorio amministrativo, ma la grammatica con cui una comunità descrive il proprio presente e impara a orientarsi nel futuro.

In questo solco si inserisce la campagna #dativiolenzadigenere, promossa da Dati Bene Comune insieme a D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e Period Think Tank, con il sostegno di numerose realtà impegnate nei diritti, nella ricerca e nella trasparenza.
L’iniziativa chiede al Governo la pubblicazione di dati completi, aggiornati e aperti sulla violenza maschile contro le donne e sulle altre forme di violenza di genere, dati che oggi risultano frammentati, parziali, talvolta del tutto assenti.

La campagna nasce da un’esigenza tanto semplice quanto cruciale: senza informazioni affidabili non è possibile comprendere la portata del fenomeno, valutarne l’evoluzione, misurare l’efficacia delle politiche pubbliche. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una mancanza strutturale che impedisce di ricostruire la realtà nella sua interezza.

È anche per questo che abbiamo scelto di sostenere l’iniziativa: riconosciamo il valore del lavoro delle attiviste e degli attivisti che da anni chiedono che questi dati siano resi accessibili e leggibili da tutte e tutti. Una richiesta che non guarda solo al presente, ma alla possibilità di costruire strumenti pubblici di prevenzione, intervento e responsabilità.

Ogni politica nasce da una domanda essenziale: “dove siamo, esattamente?”. Eppure, su uno dei fenomeni più gravi e più discussi del nostro tempo, questa domanda rimane priva di coordinate affidabili.

Aderire alla campagna significa credere che la trasparenza non sia soltanto un principio, ma uno strumento concreto di orientamento: rendere visibile ciò che oggi è sommerso significa restituire al dibattito la sua forma, al problema la sua scala, alle soluzioni il loro fondamento.

Invitiamo chiunque condivida questa visione a sostenere l’iniziativa e a firmare la richiesta di apertura dei dati:
👉 https://www.datibenecomune.it

Perché ciò che non si vede continua a non esistere.